Il lavoro quotidiano dei volontari della Protezione Civile “Provenza”

Durante questi 65 giorni trascorsi in isolamento, rispettando le direttive del Governo in questo momento di pandemia, sono uscito per la prima volta a fotografare. L’emozione quasi da primo giorno di scuola stare fermo tanto tempo senza poter realizzare un servizio fotografico, credo che da quando svolgo la professione da oltre trent’anni non mi è mai capitato. Il soggetto sono i volontari della Protezione Civile Provenza di Casacalenda, che dall’inizio dell’emergenza svolgono un servizio in silenzio di supporto alla popolazione. Arrivo alla loro sede operativa già pronti per iniziare la giornata. Riunione operativa sugli impegni e gruppi di lavoro. Arriva la consegna da parte dei volontari del Sae 112: sono presidi medici che la ASL ha portato da consegnare a persone che prima andavano a prendere in ospedale. Subito dopo un controllo degli indirizzi, il primo gruppo esce per la consegna. Durante il tragitto si salutano persone anziane sedute al sole. Si suona viene aperta la porta e si lasciano i presidi senza nessun contatto con le persone, poi si torna in sede. Prima telefonata: bisogna ritirare la spesa all’alimentare e consegnare a persone anziane e a chi ha problemi ad uscire. Nuovo gruppo pronto a uscire. Ad ogni nuovo servizio prima di infilare i guanti bisogna lavare le mani con molta cura e attenzione. Nel seguire i volontari dell’associazione Provenza, ho incontriamo persone che con grande rispetto delle regole: sono in fila con mascherina si scambiano parole di speranza che tutto possa finire al più presto. La spesa è pronta acqua, pane, pasta, si ritira…. si parte per la consegna. Nuova telefonata, questa volta è la farmacia, il dottore ha inviato le ricette e si devono ritirare le medicine da consegnare. Grandi sono la forza e l’entusiasmo di questi volontari, giovanissimi e adulti, che da due mesi dalla mattina alla sera sono a disposizione della popolazione del paese. Hanno tutta la mia stima. 

Casacalenda 28 aprile 2020

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