Storie di Fotografia – Domenico D’Adderio Fotografo

Kerem · marzo 03, 2016 · Storie di fotografia · 0 commenti

Domenico Dadderio (lagrandeonda)Parte una nuova iniziativa. Con grande passione, orgoglio ed anche molta emozione, voglio raccontarvi i miei 30 anni di esperienza, in particolare tutti coloro che ho incontrato e che hanno contribuito alla mia crescita professionale. Ecco a voi la prima storia.

Dopo cinque anni di scuola superiore ho scelto fare il sevizio civile, durato ventisei mesi a San martino in Pensilis con il mio amico Paolo.

Nel tempo libero una persona importante ha mosso la mia curiosità, Domenico D’Adderio, uno dei fotografi del paese, ormai in età avanzata.

Con lui passavo i pomeriggi nel suo laboratorio di fotografia.

I pomeriggi volavano e scoprivo la mia passione per la fotografia. Una cosa che non potevo fare a meno di notare erano le sue macchinette fotografiche in particolare quelle a lastra con le quali immortalava in un modo affascinate il mondo di allora, e le successive Rolleiflex con rullini 120 e in ultimo la Pentax con rullino 135.

Oltre ad essere un grande fotografo era un ritoccatore di foto incredibile (senza photoshop), riusciva a eliminare imperfezioni direttamente sul negativo per migliorare la fotogenia dei volti.

La più grande scoperta è stata il sistema di illuminazione che utilizzava luce continua con fondali dipinti a mano, tipo led attuale, un grande bank di legno con un lato aperto da un vetro opaco, e varie luci a seconda della quantità utile per le foto per riproporre la luce naturale senza l’utilizzo di flash.

L’utilizzo della luce naturale è stata la principale caratteristica delle foto di “Domenicucc” come veniva chiamato dai suoi compaesani, ha molto influenzato il tipo di fotografia che mi ha spinto negli anni successivi a iniziare un sogno, un sogno durato trent’anni, trent’anni colmati di gioie, successi e delusioni ma lo stesso un sogno diventato una realtà e una realtà diventata un sogno.

Foto concessa da “lagrandeonda” grande appassionato di fotografia e ricercatore Emiliano Di Tata.

 

 

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